Agricola del Sole

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Giovedì, 10 Giugno 2010 17:27

foto territorio-12

 

Immediatamente riposti negli appositi contenitori, i grappoli dei vigneti AGRICOLA DEL SOLE iniziano il loro viaggio verso le cantine in cui avverrà la trasformazione in gustosi vini da tavola e preziosi vini IGT e DOCG.

Giunta in cantina l’uva viene pigiata e privata dei raspi (diraspata) facendo così confluire negli enormi tini soltanto gli acini. A questa prima pigiatura ne segue una seconda che serve ad estrarre ulteriore mosto.

Ispirata alla tradizione, ma affidata a innovativi strumenti tecnologici, la vinificazione commissionata da AGRICOLA DEL SOLE si differenzia, per necessità strutturali del prodotto finale, in due tecniche: “con macerazione” e “senza macerazione”.
La prima, riservata alla produzione dei vini rossi, contempla la mancata eliminazione della buccia nei primi giorni in cui il mosto inizia la fermentazione; la seconda, riservata alla produzione dei vini bianchi, ne contempla invece l’eliminazione, al fine di dar vita ad un vino con aromi persistenti, povero di tannini e difficilmente ossidabile.

Al di là del tipo di vinificazione attuata, il mosto subisce il trasferimento in enormi vasi, disinfettati con modeste quantità di anidride solforosa, ed entra appieno nella fase della fermentazione, la cui continuità è garantita dal controllo costante della temperatura compresa tra i 18° e i 20°. Avviene così la trasformazione degli zuccheri in alcol e anidride carbonica, operazione della durata di alcuni giorni.

Fasi immediatamente successive sono quelle del travaso e della filtrazione. Il nuovo tino che accoglie il mosto è del tutto impermeabile all’ossigeno e ospita temporaneamente il “vino” privato dei residui depositati sul fondo. Nel caso della vinificazione “con macerazione”, il mosto deve mantenere una temperatura costante di 26° e le bucce, portate in superficie dai gas sprigionati dalla fermentazione, vengono spinte di tanto in tanto in basso per ossigenare i lieviti e garantire il contatto con il mosto. Il mosto derivante dalla loro ulteriore pressatura viene unito a quello già prodotto e poi filtrato.

Terminata la fermentazione i vini vengono trasferiti in botti di rovere. Qui maturano e migliorano le loro caratteristiche organolettiche, aiutati dagli ambienti freschi delle cantine e dalle basse temperature dell’inverno.

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Martedì, 01 Giugno 2010 12:03

foto territorio castel del monte

 

Realizzato intorno al 1240 per volontà di Federico II di Svevia, il Castel del Monte diventa nel 1996 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per la perfetta armonia delle forme e delle proporzioni, per la commistione di influenze culturali diverse (nord Europa, universo musulmano, antichità classica) e per il suo essere considerato un vero capolavoro dell’architettura medievale.

Di forma ottagonale, il castello presenta in corrispondenza degli 8 spigoli altrettante torri, sempre di forma ottagonale, la stessa che caratterizza anche il cortile interno. Provvisto di monofore, bifore e di una sola trifora, rivolta verso Andria, l’edificio è costituito di breccia corallina, marmo e pietra calcarea, materiali responsabili del suo eterno colore cangiante. 8 le stanze per ciascuno dei due piani, 3 le scale a chiocciola che li raccordano.

Posizionato su un promontorio collinare, a 540 metri di altezza sul livello del mare, il Castel del Monte domina gli appezzamenti dell’Alta Murgia, ammantandoli del suo ancestrale mistero. Visibile anche a enormi distanze, la sua maestosità assume ulteriore fascino grazie al gioco di luci ed ombre provocate dal sole che, a qualunque ora della giornata, ne bacia le forme regolari seppur tra loro lievemente diverse.

Numerosi gli studiosi che hanno cercato di risolverne il mistero, numerose le ipotesi sulla sua funzione. Il dato certo è che il Castel del Monte non avesse una funzione militare e che invece rifletteva, in tutte le sue espressioni, la personalità del suo committente: una grande carica umana e pacifica, imbevuta di intelligenza, giustizia e ambizione, impreziosita dalla forte passione per l’astrologia e per la grandezza dell’arte al servizio del potere.

Diversi elementi, quali la presenza di stanze da bagno e di caminetti, la dovizia delle rifiniture e la matrice lussuosa dei reperti scultorei rinvenuti, fanno pensare anche ad una funzione residenziale del castello che, per la sua posizione, rappresentava un indiscutibile punto di riferimento per la navigazione di quel tempo.

Con la caduta degli svevi il Castel del Monte passa per le mani delle famiglie D’Angiò, D’Aragona e Carafa. Dal 1700 rimane incustodito e per questo esposto a furti e devastazioni, diventando rifugio per briganti, pastori e profughi politici. Acquistato dallo Stato italiano nel 1876, il castello viene da allora sottoposto a continui interventi di restauro.

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Martedì, 01 Giugno 2010 12:02

foto territorio-10

 

Istituito nel 2004 il Parco Nazionale dell’Alta Murgia comprende ben 13 Comuni, tutti ricadenti nella regione Puglia, per un’estensione pari a circa 68mila ettari di territorio di cui 11mila costituiti da residui boschivi di piante ad alto fusto.

L’idea di tutelare il significativo numero di specie faunistiche e floreali ha le sue radici già nei dibattiti politici degli anni ‘80, fino a sfociare nell’idea di costituire il Parco che si concretizza in un Disegno di Legge: siamo nel 1990 e la sua sottoscrizione avviene per mano di 18 Senatori appartenenti ai diversi schieramenti e partiti politici.

Zona protetta e area di rilevante pregio ambientale, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia nasce non solo per promuovere lo sviluppo di tutti i comparti connessi al settore agricolo, ma anche per porre un freno alle speculazioni e al deturpamento delle bellezze paesaggistiche.

Sapientemente regolata e sorvegliata, oggi la coltivazione dei terreni ricadenti nell’area Parco vive una nuova stagione e assume un valore prima d’ora non riconosciuto: i suoi prodotti conservano le tracce naturali di una storia difficile, ma soprattutto l’armonia dell’uomo con il territorio di appartenenza con cui finalmente riesce ad avviare un dialogo paritario, perché entrambi protagonisti dello sviluppo sostenibile e ragionato della terra natia.

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Martedì, 01 Giugno 2010 11:46

foto territorio uliveti

 

Modello nutrizionale ispirato alle abitudini alimentari dei paesi europei del bacino mediterraneo, la dieta mediterranea è invidiata dalle popolazioni di tutto il mondo perché equilibrata e destinata a tutti coloro che vogliono nutrirsi in maniera sana, facendo tesoro della immensa varietà dei frutti della terra, della loro qualità superlativa e dei modi tradizionali e sapienti di combinarli fra loro.

Capisaldi della dieta mediterranea sono pane, pasta, legumi, verdura e frutta, da assumere in dosi contenute e con accostamenti variabili durante tutti i pasti quotidiani. Meno spazio a carni bianche, uova, pesce e dolci da concedersi solo in un paio di pasti settimanali. Ridotto al minimo il consumo di carni rosse, le quali vanno mangiate solo qualche volta nell’arco di un intero mese. Condimento essenziale di ogni pietanza è il benefico olio extravergine di oliva. A ben guardare non si tratta di uno stile alimentare povero di calorie e di grassi, questi ultimi affidati a condimenti di origine vegetale; un modo sano e intelligente di concepire il nutrimento che conferisce al rito del pasto la giusta valenza vitale, culturale e sociale.

Una modesta quantità di olio extravergine di oliva rende ogni piatto più gustoso, nutriente e digeribile. La sua corposità fa sì che ogni portata ne risulti piacevolmente lambita, senza che aromi e consistenze originali vengano del tutto alterate. Il consumo costante e moderato dell’olio extravergine di oliva, oltre a favorire la prevenzione dei disturbi all’apparato digerente, rappresenta un valido aiuto alla lotta contro l’invecchiamento osseo e cellulare, e contro l’insorgere di patologie cardiovascolari. Se a ciò si aggiunge la giusta dose di attività fisica, preferibilmente praticata all’aria aperta, lo stato psicofisico acquista forza e armonia invidiabili.

Varietà di alimenti, porzioni moderate, consumo abbondante di frutta e verdura, e presenza costante dell’olio extravergine di oliva fanno della dieta mediterranea un sano e consapevole modello nutrizionale, che ai piaceri della tavola sa abbinare cultura alimentare, conoscenza degli alimenti e delle loro proprietà, rispetto per la propria e per l’altrui salute, amore smisurato per la vita.

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Martedì, 01 Giugno 2010 11:46

foto territorio uliveti

 

La fase della raccolta è molto importante ai fini della qualità e della quantità dell’olio che si andrà a produrre. Approcci violenti e maldestri possono danneggiare la pianta dell’olivo, ed è proprio per evitare che ciò avvenga che Agricola del Sole si affida solo ad agricoltori di mestiere, i cui gesti fermi e sapienti lasciano trapelare il rispetto per la pianta e la devozione per la natura nella sua interezza, e la cui scelta giusta dei tempi di raccolta garantisce un prodotto di eccellente qualità.

In tempi remoti, la raccolta si affidava esclusivamente alle mani callose dei maestri contadini: l'olivo veniva privato delle sue preziose drupe con l’utilizzo di lunghe pertiche, debitamente flessibili, che ben impugnate servivano a scuoterne i rami. Oggi ci si avvale anche di tecnologie di supporto alla raccolta manuale, e lo spreco viene fortemente abbattuto adagiando dei teli di rete resistente a partire dalla zona del colletto (punto di intersezione tra fusto e radice), fino a coprire tutta la superficie di terreno baciata dall’ombra della vigorosa chioma globosa dell’olivo. 

Oggi come in passato, la raccolta delle olive coinvolge intere famiglie: occasione meravigliosa per beneficiare della bellezza della natura e per imparare a decifrare le sue richieste di aiuto e di attenzione.

Agricola del Sole vuole diffondere il gusto ineguagliabile del suo olio extravergine di oliva traspirante tradizione, sole e succhi della terra. Procedimenti naturali, esaltazione dei sapori rustici e meticolosità nei controlli per portare sulle vostre tavole un prodotto destinato a risvegliare il piacere di magiare non solo con il gusto, ma con tutti i sensi.

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Martedì, 01 Giugno 2010 11:46

foto territorio uliveti

 

Tra le più apprezzate per qualità e proprietà organolettiche - nutrizionali dell’olio prodotto, la cultivar “Coratina”, conosciuta anche come “Racioppo di Corato”, vanta anche un facile adattamento ai più disparati ambienti olivicoli e una invidiabile precocità di produzione. È per sua natura longeva. Nella gran parte dei casi autosterile, ha rami fruttiferi sottili e corti. Le sue olive sono di forma ellittica medio - grande, leggermente asimmetrica. Apice e base sono evidentemente arrotondati, e la presenza di numerose e piccole lenticelle conferisce loro l’aspetto di frutti succulenti e di facile individuazione.

Quando l’oliva è di colore nero violaceo è al suo massimo stato di maturazione e pesa all’incirca 4 grammi, garantendo una resa in olio pari circa al 20%, con picchi anche del 24-25%. Di sicuro detiene il primato per quantità presente di polifenoli, potenti sostanze antiossidanti che prevengono l’insorgere di malattie al sistema cardiocircolatorio e che ritardano l’invecchiamento cellulare.

La sua gustosità si esalta nella trasformazione in olio extra vergine di oliva, ma anche nel suo impiego come semplice contorno ottenuto secondo metodi tradizionali ancora in uso presso la popolazione pugliese. L’oliva della cultivar “Coratina”, infatti, esprime al meglio il suo carattere deciso e stuzzicante anche se messa sotto sale; aromatizzata con il finocchio selvatico dell’area murgiana; snocciolata e conservata sott’olio. Per queste due ultime preparazioni le olive vengono raccolte nel periodo di fine settembre, inizio ottobre.

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Martedì, 01 Giugno 2010 11:45

foto territorio vigneti

 

Dal passato le basi solide per un futuro migliore. Partendo da questo principio, AGRICOLA DEL SOLE cura i propri vitigni di uve autoctone fino al momento conclusivo della vendemmia, nei secoli caratterizzato da un sapiente lavoro di squadra spesso rafforzato da vincoli familiari, quando mani robuste ma delicate recidono i raspi e custodiscono i grappoli, veri e unici portatori di vino.
Eseguita con i metodi di una volta, la vendemmia viene effettuata quando il frutto, ormai giunto a maturazione, contiene un grado zuccherino tale da facilitare la fermentazione alcolica e garantire un buon grado alcolico al vino prodotto.

Il metodo manuale messo in campo da AGRICOLA DEL SOLE rende possibile anche la vendemmia scalare, ovvero la raccolta di uve dello stesso vitigno in tempi diversi e quindi in sintonia con la loro singola maturazione. Il tutto si svolge nel periodo compreso tra i mesi di settembre e novembre, al fine di evitare l’esposizione dell’uva ad abbassamenti di temperatura sensibili e repentini o a insostenibili calure.

Ogni grappolo, debitamente riposto in contenitori non troppo capienti, viene sottoposto ad approfonditi controlli: vengono eliminati quelli ancora bagnati da rugiada, nebbia o pioggia per non compromettere la qualità del mosto. La stessa dovizia di attenzioni viene riservata alla dimensione temporale: AGRICOLA DEL SOLE assicura un vino di ottima qualità perché la fermentazione precoce e inaspettata viene fugata dalla vendemmia effettuata nelle ore fresche della giornata e dal trasporto immediato dell’uva nei locali predisposti alla vinificazione, tutti appartenenti a realtà locali leader nella produzione di vino, riconosciute per serietà ed efficienza.

Solo affidandosi a figure esperte, amanti del proprio territorio e dei frutti che sa donare, si riesce a garantire un prodotto d’eccellenza capace di irrompere nel mercato globale con la forza che deriva da un passato rinnovato, tratto distintivo all’interno di una produzione industriale che si fa sempre più alienante e conformata.

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Domenica, 09 Maggio 2010 23:00

L'Agricola del Sole è stato uno degli importanti Sponsor dell’evento Porto Cervo Wine Festival: evento interamente dedicato all’incontro tra le migliori aziende vinicole sarde, nazionali ed internazionali, e i più... 

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Lunedì, 31 Maggio 2010 18:49

foto territorio murgia

 

Murgia come “murex”, roccia appuntita che caratterizza questa sub regione pugliese: altopiano carsico di forma rettangolare che si estende dalla Valle dell’Ofanto (sud-ovest) ai dolci avvallamenti fluidamente fusi con le coste adriatiche del versante nord-est.

Comprende 42 Comuni, la maggior parte dei quali ricade nel territorio della Provincia di Bari, solo due (Matera e Montescaglioso) in quella di Matera.

L’influenza delle correnti marine e di quelle montane garantisce all’altopiano della Murgia, la cui altitudine è compresa fra i 340 e i 679 metri sul livello del mare, un clima tipicamente mediterraneo: concentrazione di piogge in autunno e inverno; precipitazioni scarse in primavera; quasi del tutto assenti in estate. Temperatura abbastanza costante, circa 15,8° , con variazioni significative nelle stagioni invernale ed estiva.

L’elevata estensione dell’altopiano murgiano implica difformità paesaggistiche circoscrivibili in due macro aree Alta Murgia e Bassa Murgia, rispettivamente caratterizzate da bosco misto/pascoli e terra fertile in prevalenza coltivata a oliveti.
La murgia costiera offre distese di mandorli, uliveti e vigneti capaci di generare prodotti di alto pregio da ricondurre alla perfetta commistione del clima arido con l’alta frequenza di insolazioni intense e la natura chimico-fisica del suolo.

Ambiente arido eppure vivo. Le precipitazioni scalfiscono lentamente le pietre, si insinuano in profondità dove solo radici troppo lunghe riescono a garantire crescita e sopravvivenza. Assecondando la natura e la morfologia della Murgia, l’uomo ha coltivato le lame, ha destinato al pascolo le zone non fertili, ha costruito con la pietra muri a secco, jazzi e trulli.
Orme umane e vegetali solcano gli stessi percorsi rendendo la Murgia testimonianza concreta di due mondi diversi ma inscindibili, che si incontrano nel terreno comune della storia e del suo imprescindibile rispetto.

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Lunedì, 31 Maggio 2010 18:45

foto territorio seminativi

 

Ispirati alle tradizioni locali e attenti alla qualità degli ingredienti, AGRICOLA DEL SOLE è garanzia di serietà e di prodotti di prima scelta, perché realizzati nel totale rispetto della vigente normativa europea e dell’ambiente di riferimento: l’Alta Murgia. Nei terreni in località Andria, Corato, Minervino Murge e Ruvo di Puglia nasce il frumento dorato, elemento basale della nostra dieta.

Colonna portante dell’alimentazione mediterranea e cereale maggiormente prodotto e consumato in Italia, il frumento ha frutti (le spighe) molto ricchi di glucidi e quindi grandi apportatori di fabbisogno calorico. Soffre temperature basse e temperature superiori ai 37°. Il suo intero ciclo produttivo richiede una quantità d’acqua pari a 500 – 800 mm e, benché sia una coltivazione adattabile a tutti i tipi di terreno, il frumento mal tollera ristagni e carenze idrici.

Lo studio costante dei processi di coltivazione e la pluridecennale esperienza nel campo della semina e della movimentazione del grano fanno di AGRICOLA DEL SOLE un marchio di garanzia in termini di qualità della produzione, certificata dalle analisi chimiche svolte nel laboratorio d’azienda, effetto del rispetto dei tempi naturali di maturazione e raccolta dei frutti.

Preceduta da una specie da rinnovo, che può essere foraggio o leguminosa, la fase della semina avviene nel mese di novembre, al fine di garantire una produzione elevata sia in termini di qualità che di quantità. Dunque, dalla preparazione del terreno, attraverso aratura, fresatura, drenaggio e pareggiamento, alla scelta della semente, alla concimazione, al controllo delle infestanti e delle malattie, alla raccolta, le piante di grano ricevono tutte le cure attente ed esperte di uomini che per e con la terra hanno sempre vissuto.

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